VIOLENZA SULLE DONNE

Raccolta firme contro permessi premio e rito abbreviato per crimini violenti: anche L'Aquila si mobilita

Nel pomeriggio, a L'Aquila, sono state raccolte firme a sostegno della modifica di Legge proposta dal partito della Meloni sui cosiddetti "permessi premio" concessi ai colpevoli di crimini violenti e sull'eliminazione del "rito abbreviato" proposta dalla famiglia di Jennifer Sterlecchini (giovane vittima pescarese uccisa il 2 dicembre scorso dall'ex compagno).

Anche L'Aquila si mobilita contro la violenza sulle donne.
Dopo il successo di ieri a Roseto degli Abruzzi ed in attesa della replica a Pescara, anche nel capoluogo abruzzese sono state raccolte firme a sostegno della modifica di Legge proposta dal partito della Meloni sui cosiddetti "permessi premio" concessi ai colpevoli di crimini violenti.
All'appuntamento di oggi c'era anche un secondo presidio, caratterizzato dalla presenza dei familiari di Jennifer Sterlecchini, (giovane vittima pescarese uccisa il 2 dicembre scorso dall'ex compagno), che hanno raccolto firme per poter presentare una petizione sulla concessione del "rito abbreviato".
"Abbiamo raccolto molte firme, siamo soddisfatti - ha affermato Annalaura Tatananni, Referente locale del Dipartimento tutela vittime di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale - "tante persone si sono fermate, hanno ascoltato le motivazioni per le quali eravamo qui ed hanno firmato".
"Siamo qui a sostegno della modifica di Legge proposta dal partito della Meloni sui cosiddetti "permessi premio" concessi ai colpevoli di crimini violenti - ha dichiarato Carola Profeta, Referente provinciale Pescara Dipartimento Tutela Vittime della Violenza di Fratelli D'Italia - Alleanza Nazionale - "è inammissibile che oggi, per la legge sulla privacy, se un detenuto che ha commesso un crimine violento ottiene il cosiddetto "permesso premio" le vittime ed i loro familiari non sono affatto tenute a saperlo; le vittime e le loro famiglie devono sentirsi al sicuro nel girare per strada". "Questa proposta di modifica è stata appoggiata da onorevoli donne del PD e potrebbe evitare anche altre tragedie" - conclude.
Gli interessi delle famiglie colpite da veri e propri drammi devono essere tutelati e bisogna assicurare loro almeno la certezza di una severa e duratura pena.
Per questo motivo il secondo presidio riguardava l'eliminazione del "rito abbreviato" sostenuto dai familiari e dalla madre di Jennifer Sterlecchini.
"Sono qui perchè voglio giustizia per mia figlia, chi commette un delitto dovrebbe rimanere in carcere a vita, senza scappatoie".
Queste le parole di una madre che con forza e tenacia e grazie al ricordo di sua figlia continua la sua battaglia per Jennifer e per tutte quelle donne alle quali un mostro che chiamavano "amore" ha strappato loro la vita, i sogni e le speranze.

di MARTINA MOSCA

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