Polemiche al Liceo Scientifico

"La nostra scuola è sicura?"

I riflettori sulla questione sicurezza si accendono anche su un altro Istituto: il Liceo Scientifico dell'Aquila.

L’Aquila. Dopo la questione del Liceo Cotugno che ha tenuto banco per giorni e giorni, ecco che la polemica si accende anche su un altro Liceo della città: Il Liceo Scientifico "A. Bafile" dell'Aquila. Non c’è quindi solo il caso della sicurezza sismica del Liceo Cotugno: i controlli di sicurezza sul Liceo Scientifico “Bafile” del capoluogo devono accertare “se l’uso della costruzione possa continuare senza interventi, se l’uso debba essere modificato [...] o se sia necessario procedere ad aumentare o ripristinare la capacità portante”.
Questa la richiesta contenuta in una lettera scritta domenica scorsa da genitori e docenti degli studenti dello storico Scientifico del capoluogo, che lamentano una mancanza di chiarezza della documentazione fornita in seguito alle verifiche tecniche avvenute nell’edificio giorni fa.
“La verifica sismica deve accertare il livello di adeguatezza dell’opera rispetto agli standard definiti dalle norme tecniche vigenti (DM 14/01/2008) - scrivono - Tale ‘valutazione della sicurezza’ deve stabilire il livello di adeguatezza di tutte le strutture che compongono la costruzione rispetto alle norme in vigore al momento della verifica”.
La nota è rivolta al presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio De Crescentiis, al sindaco, Massimo Cialente, al direttore generale dell’ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo, Ernesto Pellecchia, al prefetto, Giuseppe Linardi, nonché al dirigente scolastico dello stesso “Bafile”, Sabina Adacher.
Secondo gli insorti, “l’ente proprietario dell’edificio, dal canto suo, avendo preso atto dei risultati della verifica di vulnerabilità sismica e verificata la presenza di una condizione che espone gli occupanti a possibili rischi, avrebbe dovuto immediatamente prendere dei provvedimenti e, se del caso, revocarne l’agibilità, anche a seguito delle modifiche apportate con la creazione di nuove aule realizzate al piano terra del Corpo ‘E’”.
Nella lettera viene sottolineata anche la necessità di predisporre soluzioni alternative momentanee per permettere ulteriori verifiche ed eventuali interventi senza ostacolare le attività didattiche, interrotte per più giorni anche per scelta degli studenti stessi uniti nella protesta.
Si richiede inoltre “il rilascio di un nuovo certificato di agibilità”, con l’obiettivo di “capire quali degli edifici colpiti dal sisma possono essere riutilizzati a breve e quali, invece, richiedono lavori e/o interventi per cui bisogna predisporre una sistemazione alternativa”.
Dalle ragioni esposte dagli autori della lettera risulta chiara la volontà di rimarcare la differenza sostanziale tra “valutazione di agibilità” e “valutazione di vulnerabilità” sismica dell’edificio.
La prima consiste in una “mera valutazione temporanea e speditiva volta a stabilire se, in presenza di una crisi sismica in atto, gli edifici colpiti dal terremoto possano essere utilizzati restando ragionevolmente protetta la vita umana”; la seconda, al contrario, “richiede verifiche e prove più complesse” e “modelli di calcolo idonei a interpretare il comportamento strutturale dell’edificio”.
Sicurezza e prevenzione è, dunque, l’appello dei genitori affinché gli interventi di verifica non si limitino a escludere crolli e danni gravi, ma assicurino la totale incolumità delle strutture anche nel caso di eventi sismici importanti.
Durante il tempo impiegato nell’approfondimento di tali questioni si chiarisce, poi, la necessità di proporre luoghi alternativi e idonei per garantire il regolare andamento delle lezioni.
A conclusione della lettera l’ultimo appello è rivolto alla preside Adacher, invitata “ad adottare tutti i provvedimenti di sua esclusiva competenza per tutelare il diritto allo studio di quegli studenti che hanno inteso e intenderanno per il futuro salvaguardare la loro incolumità personale rifiutandosi di accedere a un edificio sulla cui sicurezza è lecito dubitare”.

di MARTINA MOSCA

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